Diritti

Diritti

L'Associazione Sviluppo Europeo si ispira ai Principi sanciti dalla Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea, documento importantissimo che si richiama direttamente alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo del 10/12/1948 dell' ONU. La Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea è più aggiornata in relazione alle nuove realtà di un mondo radicalmente mutato rispetto a più di cinquant'anni fa, come tale l'ASE si impegna alla diffusione delle informazioni quale promotore dei Valori sociali espressi dalla Unione Europea che si pone come obbiettivo la < Pace, prosperità e libertà per i suoi 498 milioni di cittadini in un mondo più giusto e più sicuro.>

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

Una convenzione composta di rappresentati dei Capi di Stato e di governo e del presidente della Commissione, nonché di membri del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, è stata incaricata di redigere un progetto di Carta.

La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata proclamata dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea durante il Consiglio europeo di Nizza il 7 dicembre 2000.

Il preambolo della Carta espone la decisione dei paesi dell'Unione di "condividere un futuro di pace fondato su valori comuni" e testimonia che "consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; l'Unione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto". La Carta dei diritti fondamentali riunisce in un testo unico l'insieme dei diritti civili, politici, economici e sociali dei cittadini nonché di qualsiasi residente nel territorio dell'Unione.

Tali diritti sono classificati in sei grandi capitoli: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia.

Dal 2001 il Parlamento europeo presenta ogni anno una relazione che esamina il grado di rispetto dei diritti enunciati nella Carta. Esso ha potuto ad esempio sottolineare che la situazione dei prigionieri si è deteriorata in taluni Stati membri nel 2002, principalmente a causa della sovrappopolazione carceraria. La sua intenzione è quella di rendere tali relazioni le più utili possibile per suscitare presso gli Stati membri una presa di coscienza generale.

L'inserimento dei diritti fondamentali nella futura Costituzione europea significherà che, se quest'ultima entrerà in vigore, le istituzioni europee e gli Stati membri saranno giuridicamente tenuti a rispettarli.

La rete europea dei difensori civici

La rete europea dei difensori civici si compone di quasi 90 uffici in 31 paesi europei. A livello di Unione europea essa comprende i difensori civici e gli altri organi analoghi su scala europea, nazionale e regionale, mentre a livello nazionale si estende a Norvegia, Islanda e paesi candidati all’adesione nell’Unione europea. Tutti i difensori civici nazionali e gli altri organi analoghi negli Stati membri dell’UE, così come in Norvegia e in Islanda, hanno nominato un funzionario di collegamento come punto di riferimento per i contatti con gli altri membri della rete. La rete è stata istituita nel 1996 ed è progressivamente diventata un valido strumento di collaborazione per i difensori civici e il loro personale, un meccanismo funzionante di cooperazione nell’esame dei casi.

La rete è particolarmente importante per il Mediatore europeo, poiché gli consente di trattare in maniera pronta ed efficace le denunce che esulano dal suo mandato. La condivisione delle esperienze e delle migliori pratiche è possibile grazie a seminari, incontri, alla redazione di un bollettino periodico, a un forum di discussione elettronico e a un quotidiano virtuale. Si sono del pari rivelate efficaci nel potenziamento della rete anche le visite del Mediatore europeo organizzate dai difensori civici negli Stati membri e nei paesi in via di adesione.

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI

Il 24 ottobre 1945, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nacquero le Nazioni Unite come organizzazione intergovernativa per il salvataggio delle generazioni future dalla devastazione di un conflitto internazionale. Rappresentanti delle Nazioni Unite da tutte le regioni del mondo adottano formalmente la Dichiarazione Universale per i Diritti Umani il 10 Dicembre 1948.

Lo Statuto delle Nazioni Unite fondò sei enti principali, tra cui l’Assemblea Generale, il Consiglio di Sicurezza, la Corte Internazionale di Giustizia e, in relazione ai diritti umani, un Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC).

Lo Statuto delle Nazioni Unite affidò a ECOSOC il compito di istituire “commissioni nel campo economico e sociale per la promozione dei diritti umani...” Tra queste c’era la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite che, sotto la presidenza di Eleanor Roosevelt, si occupò della creazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

La Dichiarazione fu redatta dai rappresentanti di tutte le aree del mondo ed includeva tutte le usanze legali. Adottata formalmente dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, è il documento sui diritti umani più universale che esista e delinea i diritti fondamentali che formano le basi per una società democratica. A seguito di questo atto storico, l’Assemblea fece appello a tutti gli stati membri di divulgare il testo della Dichiarazione “affinché venga disseminata, esposta, letta e spiegata principalmente nelle scuole ed in altre istituzioni educative, senza distinzione basata sulla posizione politica dei paesi o dei territori”.

La Dichiarazione è un documento concreto che è ora stato accettato come contratto tra un governo e la sua gente in tutto il mondo. Secondo il Libro del Guinness dei Primati Mondiali, è il documento più tradotto nel mondo.
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