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Dalla crisi sanitaria alla crisi psicologica

Gestire lo stress e prevenire il burn-out nelle professioni sanitarie

L’emergenza sanitaria della pandemia da Covid 19, che stiamo vivendo, mette a dura prova la nostra salute mentale, generando reazioni psicologiche sia individuali che collettive.

In questo momento, sentiamo parlare di politica, di decreti, di economia, di cambiamenti sociali e relazionali, ma vorrei focalizzare la mia attenzione, in modo particolare, al personale sanitario,  esposto sin dall’inizio della pandemia, in prima linea, a fronteggiare tale emergenza senza precedenti, dove vige la pressione del tempo, il sovraccarico delle responsabilità, l’impegno fisico e mentale, operare in condizioni di criticità, il senso di impotenza, la paura di contagiarsi o di contagiare i loro familiari, le richieste emotive e prestazionali alte, ai quali sono sottoposti ogni giorno, che risultano essere fattori stressanti.

Ma quale impatto, dal punto di vista psicologico a medio e lungo termine?

 Il prolungarsi nel tempo, in un simile contesto, se non si fa nulla, l’incremento degli Stressor ambientali, può determinare un esaurimento delle risorse psicologiche ed in alcuni favorire la Sindrome di Bur-nout. Secondo la definizione dell’Icd-11, il burn-out è una sindrome derivante da stress cronico sul posto di lavoro, con conseguenze sul piano cognitivo, comportamentale, emotivo e fisico, come stanchezza, distacco pervasivo dagli altri, ansia, depressione, irritabilità, insonnia, scarsa concentrazione e riluttanza nei confronti del proprio lavoro.

 

Alcune indicazioni per gestire i vissuti legati allo stress:

  • Garantirsi degli spazi per riposare e riflettere sull’esperienza che si sta vivendo;
  • Utilizzare strategie di coping;
  • Confrontarsi con i colleghi (Defusing), fondamentale sia per coordinare le attività, sia per condividere il proprio vissuto e trovare un supporto reciproco;
  • Mantenere stili di vita salutari;
  • Concedersi sonno e riposo.
  • Lavorare sulla consapevolezza, riconoscendo le emozioni spiacevoli, individuare le fonti di stress, che sono reazioni normali ed accettarli;
  • Prendersi cura di sé;
  • Rimanere in contatto con gli amici, la famiglia o altre persone di cui ci si fida per parlare
  • e ricevere sostegno, anche a distanza.

Quando chiedere aiuto?

Le reazioni fisiche, comportamentali ed emotivi, conseguente allo stress, sono reazioni normali  e transitori ad esperienza anormale, con cui è importante prendere contatto, qualora, tali sintomi persistono nel tempo, chiedere un aiuto, rivolgendosi ad un professionista, al fine di evitare la comparsa, tra qualche mese della sintomatologia di un Disturbo Post Traumatico.

 

A cura di Marlena Miglietta

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