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Preavviso di rigetto e procedimenti di sdemanializzazione

L’istituto del preavviso di rigetto ex art. 10-bis L. 241/90 rappresenta una modalità partecipativa per l’istante mediante la quale si “anticipano” le esternazioni delle ragioni del provvedimento sfavorevole alla fase endoprocedimentale, con lo scopo di permettere una difesa ancora migliore all’interessato, mirata a rendere possibile il confronto con l’Amministrazione sulle ragioni da essa ritenute ostative all’accoglimento della sua istanza, ancor prima della decisione finale. Lo strumento di cui all’art. 10-bis, L. 241/90, difatti, ha “lo scopo di far conoscere alle amministrazioni, in contraddittorio rispetto alle motivazioni da esse assunte in base agli esiti dell’istruttoria espletata, quelle ragioni, fattuali e giuridiche, dell’interessato, che potrebbero contribuire a far assumere agli organi competenti una diversa determinazione finale, derivante, appunto, dalla ponderazione di tutti gli interessi in campo e determinando una possibile riduzione del contenzioso fra le parti (cfr. Consiglio di Stato, sez. VI, 06/08/2013, 4111; sez. III 27/06/2013, n. 3525).

In un caso avente ad oggetto il rinnovo di una concessione demaniale non preceduto da preavviso di rigetto ex art. 10-bis L. n. 241/90, in una recente sentenza del Consiglio di Stato, Sez. VI, 6 agosto 2013, n. 4111, viene chiaramente specificato che “nei procedimenti di sdemanializzazione, avviati ad istanza di parte, trova applicazione l’art.10-bis L. 241/90, che impone prima dell’emanazione del provvedimento negativo la comunicazione all’interessato dei motivi che hanno indotto l’Amministrazione ad assumere tale orientamento, mentre non può trovare applicazione l’art. 21-octies L. 241/90.
L’art. 21- octies trova applicazione solo nell’ipotesi in cui le violazioni formali dell’atto non abbiano inciso sulla legittimità sostanziale del medesimo e cioè nel caso in cui l’atto non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto emanato.

Dott. Giulio Tomasi

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