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Il Sovraindebitamento, come una malattia, ma quali sono i rimedi

Sovraindebitamento, è un’emergenza che sempre più sovrasta la maggior parte delle persone, senza risparmiare nessuno, ma a pagarne le conseguenze sono principalmente i lavoratori, i consumatori e i piccoli imprenditori, che spesso adottano procedure sbagliate per risanare il debito ricorrendo, quando possono, ad ulteriori finanziamenti.

Non vi è dubbio che i debiti vanno pagati, ovvero vanno rispettati gli impegni assunti e sottoscritti con società e istituti di credito.

Di fronte alle prime difficoltà si dovrebbe immediatamente ricorrere ad un esperto per chiedere cosa fare, così come si corre dal medico quando si avverte un sintomo.

Questa malattia che incombe, meglio conosciuta come sovraindebitamento, rischia di creare una vera epidemia che va poi ad incidere anche sull’economia generale.

La difficoltà cresce quando non ci si può permettere un avvocato, ma ci sono professionisti disposti ad assistere il cliente in difficoltà, assumendone la difesa, chiedendo l’onorario che verrà concordato, in percentuale del risparmio ottenuto. Il cliente potrà così ottenere un’assistenza adeguata senza correre ulteriori rischi.

L’Associazione Sviluppo Europeo, ricevendo numerose richieste di assistenza in tema di risanamento dalla crisi per l’esposizione debitoria ed al fine di voler fornire una possibilità di riequilibrio della situazione finanziaria di una famiglia o dell’impresa, ha lanciato un appello in tal senso ed ha ottenuto favorevole riscontro da parte di alcuni Studi legali, disposti ad assistere gli utenti che ne avessero bisogno, offrendo un’assistenza personalizzata, secondo i criteri sopra menzionati.

Al numero 06 94500440, un esperto risponderà e in accordo con l’Associazione Sviluppo Europeo, fornirà un’assistenza che dovrà prevedere una prima consulenza gratuita e stabilire, ove possibile, una soluzione adeguata alle esigenze.   Di fronte a quelle situazioni dove c’è assoluta impossibilità di affrontare qualsiasi tipo di rientro, si valuterà la possibilità di ricorrere alla Legge 27 gennaio 2012, n. 3 .

Nel frattempo, alcuni consigli utili, peraltro facilmente rintracciabili in web, per tutelare l’indebitato, di fronte ad eventuali comportamenti scorretti da parte di società di recupero crediti.

Quando l’insolvenza non è fraudolenta

Soprattutto quando si entra in una crisi da sovraindebitamento, avendone i requisiti è possibile anche ricorrere alla Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (c.d. Legge sul “sovra-indebitamento” o “salva suicidi”), nonché la successiva Legge 17 dicembre 2012, n. 221 di conversione del Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, il debitore potrà essere rappresentato da un professionista od organo competente, che potrà gestire il debito per conto suo.

La società creditrice affida la fase stragiudiziale alla società di recupero crediti che, attraverso diffide scritte o solleciti telefonici, invita il debitore a pagare. Gli “esattori” come gli incaricati delle società di recupero credito usano farsi chiamare, sono soggetti privati, con mandato della società di recupero crediti, che si presentano a casa del debitore per sollecitare verbalmente il pagamento.

Non si ha l’obbligo di aprire loro e se questi ultimi si presentano con credenziali differenti, dichiarando di essere ufficiali giudiziari o altro, scatta il reato di violazione di domicilio.

In caso di Recupero crediti domiciliare

Gli incaricati del recupero crediti possono recarsi presso l’abitazione dell’interessato, ma devono adottare tutti gli accorgimenti necessari per evitare la lesione della privacy e della dignità di quest’ultimo.

In ogni caso è diritto del debitore non aprire e rifiutarsi di comunicare con loro.

È severamente vietata, infatti, agli incaricati la violazione del domicilio dell’interessato cioè l’introdursi nell’abitazione di quest’ultimo senza il suo consenso.

Attenzione: tali incaricati non sono pubblici ufficiali, non sono ufficiali giudiziari, ma privati cittadini, incaricati di un recupero credito e delegati da società private. Pertanto non avete alcun obbligo nei loro confronti!

In caso di Stalking

Gli incaricati del recupero crediti devono attenersi con scrupolo alle norme riguardanti l’incoercibilità psichica e fisica personale. Ciò vuol dire che essi non possono contattare il debitore in orari irragionevoli, con frequenza superiore al dovuto e in luoghi inadeguati come ad esempio posto di lavoro o in un luogo pubblico dove può essere evidente la natura della richiesta al debitore.

In alcuni casi, le condotte ingannevoli e le pressioni psicologiche poste in essere dalle società di recupero possono integrare reati di violenza e minaccia.

In caso di Comunicazioni a terzi

Le società di recupero crediti non possono comunicare informazioni sui mancati pagamenti a soggetti diversi dal diretto interessato. Così l’operatore telefonico non può rivelare le ragioni della telefonata ai familiari, ai colleghi di lavoro o ai vicini di casa del debitore, specie se con lo scopo di esercitare pressione su quest’ultimo.

In caso di Avvisi di mora, è vietata l’affissione, ad opera di incaricati del recupero crediti, di avvisi di mora (o di sollecitazioni di pagamento) sulla porta del debitore, potendo tali dati personali venire a conoscenza di una serie indeterminata di soggetti con conseguente diffusione illecita di dati personali.

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